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Capitolo XXV: il pozzo
Il Piccolo Principe e il pilota avevano sete e si misero a cercare un pozzo: un po' di acqua fa bene anche al cuore. Lo trovarono e lo svegliarono. Il pozzo si mise a cantare...
Quell'acqua era molto più di un alimento. Era scaturita dal lungo cammino sotto le stelle, dal canto della carrucola, dalla fatica. Quell'acqua era come un dono.
Il Piccolo Principe riflettè: "... gli uomini coltivano tante rose nello stesso giardino... poi non trovano quello che cercano... Non capiscono che ciò che cercano potrebbe essere trovato in un'unica rosa o in un po' d'acqua..."
Capitolo XXVI: il serpente giallo uccide in trenta secondi
"La mia stella è così piccola che non posso mostrarti dov'è" disse al pilota "Così, quando guarderai il cielo di notte, la mia stella sarà per te una delle tante.
E allora ti piacerà guardare tutte le stelle...
Io abiterò su una di esse e riderò.
E allora ti sembrerà che tutte le stelle ridano. Tu solo, dunque, avrai stelle che sanno ridere!"
Poi continuò: "Ti sembrerò morto, ma non sarà vero... E' perchè il mio pianeta è troppo lontano e il mio corpo è troppo pesante: non posso portare anch'esso. Non preoccuparti: il mio corpo sarà come una vecchia scorza abbandonata e non ti sembrerà triste..."
Capitolo XXVII: ma so che è ritornato nel suo pianeta
E quando vedrete un bambino venirvi incontro, se avrà i capelli d'oro, se riderà, se non risponderà alle vostre domande, voi indovinerete di sicuro chi è.
Vi prego, siate gentili! Non lasciatemi così triste: scrivetemi che è ritornato...
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